Forwarded from RadiAzione
⚡L'ASSALTO AL CIELO - Una serie di podcast sulle lotte Rivoluzionarie degli anni '70
📻 Ep.1 - PEDRO: UN SIMBOLO DI RESISTENZA
👉 Ascolta il podcast qui: https://radiazione.org/podcast/pedro-vive-nella-prospettiva-rivoluzionaria-1985-2025/
📻 Ep.1 - PEDRO: UN SIMBOLO DI RESISTENZA
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Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻A 40 anni dall'esecuzione di Pedro, compagno comunista ucciso a Trieste dalla Digos e dai servizi segreti, abbiamo chiamato un presidio davanti alla casa dove é caduto.
🔻Pedro, come tutti i compagni che sono stati ammazzati dallo stato negli anni 70/80, é stato ucciso per la sua militanza comunista e la sua convinzione rivoluzionaria.
È importante ricordare che il mandante dell’omicidio di Pedro ieri è lo stesso stato stragista e corrotto che oggi, piegato agli interessi della borghesia imperialista, arma e finanzia l'entità sionista e il suo gen0c1dio.
🔻Pedro, come tutti i compagni che sono stati ammazzati dallo stato negli anni 70/80, é stato ucciso per la sua militanza comunista e la sua convinzione rivoluzionaria.
È importante ricordare che il mandante dell’omicidio di Pedro ieri è lo stesso stato stragista e corrotto che oggi, piegato agli interessi della borghesia imperialista, arma e finanzia l'entità sionista e il suo gen0c1dio.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻I compagni che conoscevano Pedro ci parlano di un comunista determinato che, crivellato di colpi nell'androne, trova la forza di uscire in strada per avere dei testimoni della sua esecuzione.
La sua memoria parla di un sentiero tracciato da compagni e compagne come lui, compagni e compagne proletarie che volevano percorrere una strada verso un orizzonte diverso, rivoluzionario.
Dopo una repressione ferocissima di quelle lotte e il tentativo di cancellarne la memoria, quel sentiero è sicuramente più difficile da scorgere, pieno di rovi ed erbacce. Ma riallacciare il filo rosso che lega la prospettiva rivoluzionaria di ieri con quella di oggi é un compito che dobbiamo assumerci.
🔻Se negli anni 70 e 80 l'assalto al cielo era diretto contro a un capitalismo che iniziava a sprofondare nella crisi, oggi quella crisi é arrivata al suo culmine, con attacchi sempre piu pesanti alle conquiste dei lavoratori e con lo spettro della guerra mondiale che si fa sempre piu concreto.
🔻Oggi, molto più che negli anni di Pedro, ci troviamo orfani di un'organizzazione comunista all'altezza dei compiti che ci si presentano davanti.
Vogliamo riannodare quel filo rosso tra la nostra generazione e quella generazione di rivoluzionari che ci ha preceduto, che spesso ha sacrificato la vita per questo e fare nostro tutto lo slancio e l'entusiasmo di Pedro e della sua generazione.
Solo riappropriandoci della nostra storia potremmo percorrere quella strada.
Pedro vive nella prospettiva rivoluzionaria:
per il comunismo!🚩
Post instagram:
https://www.instagram.com/p/DG_hYDVOetL/?igsh=MTVvcTRxdGxoczRiMQ==
La sua memoria parla di un sentiero tracciato da compagni e compagne come lui, compagni e compagne proletarie che volevano percorrere una strada verso un orizzonte diverso, rivoluzionario.
Dopo una repressione ferocissima di quelle lotte e il tentativo di cancellarne la memoria, quel sentiero è sicuramente più difficile da scorgere, pieno di rovi ed erbacce. Ma riallacciare il filo rosso che lega la prospettiva rivoluzionaria di ieri con quella di oggi é un compito che dobbiamo assumerci.
🔻Se negli anni 70 e 80 l'assalto al cielo era diretto contro a un capitalismo che iniziava a sprofondare nella crisi, oggi quella crisi é arrivata al suo culmine, con attacchi sempre piu pesanti alle conquiste dei lavoratori e con lo spettro della guerra mondiale che si fa sempre piu concreto.
🔻Oggi, molto più che negli anni di Pedro, ci troviamo orfani di un'organizzazione comunista all'altezza dei compiti che ci si presentano davanti.
Vogliamo riannodare quel filo rosso tra la nostra generazione e quella generazione di rivoluzionari che ci ha preceduto, che spesso ha sacrificato la vita per questo e fare nostro tutto lo slancio e l'entusiasmo di Pedro e della sua generazione.
Solo riappropriandoci della nostra storia potremmo percorrere quella strada.
Pedro vive nella prospettiva rivoluzionaria:
per il comunismo!🚩
Post instagram:
https://www.instagram.com/p/DG_hYDVOetL/?igsh=MTVvcTRxdGxoczRiMQ==
Oggi, sabato 15 marzo, scendiamo in piazza contro fascismo e stato di guerra.
📍Da settimane ormai la questura patavina concede spazi ai fascisti di Casapound, prima con dei banchetti razzisti in Prato della valle e oggi con un corteo dichiaratamente contro gli antifascisti che giustamente cercano di rimandarli nella fogna a cui appartengono.
◾Tuttavia Padova non è un caso isolato: le ronde contro gli immigrati di seconda generazione a Milano oppure le squadracce che assaltano i picchetti dei lavoratori a Prato, sono solo alcuni degli episodi che testimoniano la politica reazionaria e nazionalista che imperversa nel paese.
Troviamo anche molto ipocrita l’atteggiamento di certi partiti "di sinistra" che da una parte partecipano a piazze come quella di oggi contro i “nuovi fascismi” ergendosi a paladini dei diritti, ma dall'altra aderiscono a manifestazioni come quella di Roma a sostegno del riarmo dell’Europa e della guerra contro la Russia al fianco dell’Ucraina.
Due facce della mobilitazione reazionaria che la boghesia, sempre più in crisi, mette in campo per disciplinare il fronte interno e costruire consenso verso una guerra che saremo sempre noi proletari a pagare.
Ne sono la prova gli 800 miliardi che l’Unione Europea ha approvato per il piano “ReArm Europe” che spinge gli stati ad aumentare il debito pubblico per cercare di porsi come fronte unito e affrontare l’abbandono degli States.
🔻Di fronte ad un’Europa che si arma e ad una guerra che si avvicina noi proletari dobbiamo unirci e organizzarci per porre ferma resistenza e lottare contro di essa.
🚩Essere antifascisti oggi vuol dire opporsi tanto alle squadracce neofasciste quanto alla guerra imperialista e a chi la supporta. O la lotta rivoluzionaria fermerà la guerra o la guerra scatenerà la rivoluzione!
🚩Contro fascismo e stato di guerra,
Resistiamo oggi per vincere domani!🚩✊
📍Da settimane ormai la questura patavina concede spazi ai fascisti di Casapound, prima con dei banchetti razzisti in Prato della valle e oggi con un corteo dichiaratamente contro gli antifascisti che giustamente cercano di rimandarli nella fogna a cui appartengono.
◾Tuttavia Padova non è un caso isolato: le ronde contro gli immigrati di seconda generazione a Milano oppure le squadracce che assaltano i picchetti dei lavoratori a Prato, sono solo alcuni degli episodi che testimoniano la politica reazionaria e nazionalista che imperversa nel paese.
Troviamo anche molto ipocrita l’atteggiamento di certi partiti "di sinistra" che da una parte partecipano a piazze come quella di oggi contro i “nuovi fascismi” ergendosi a paladini dei diritti, ma dall'altra aderiscono a manifestazioni come quella di Roma a sostegno del riarmo dell’Europa e della guerra contro la Russia al fianco dell’Ucraina.
Due facce della mobilitazione reazionaria che la boghesia, sempre più in crisi, mette in campo per disciplinare il fronte interno e costruire consenso verso una guerra che saremo sempre noi proletari a pagare.
Ne sono la prova gli 800 miliardi che l’Unione Europea ha approvato per il piano “ReArm Europe” che spinge gli stati ad aumentare il debito pubblico per cercare di porsi come fronte unito e affrontare l’abbandono degli States.
🔻Di fronte ad un’Europa che si arma e ad una guerra che si avvicina noi proletari dobbiamo unirci e organizzarci per porre ferma resistenza e lottare contro di essa.
🚩Essere antifascisti oggi vuol dire opporsi tanto alle squadracce neofasciste quanto alla guerra imperialista e a chi la supporta. O la lotta rivoluzionaria fermerà la guerra o la guerra scatenerà la rivoluzione!
🚩Contro fascismo e stato di guerra,
Resistiamo oggi per vincere domani!🚩✊
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🚩 SOLO LA RIVOLUZIONE PUÒ FERMARE GUERRA E DEVASTAZIONE AMBIENTALE
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a chi – da Napoli alla Toscana, all’Emilia – in queste ore, in queste settimane, si trova, ancora una volta, a resistere davanti a disastri ambientali annunciati.
🔎 In questa fase di profonda crisi del capitalismo, la necessità della guerra rappresenta la direttrice su cui si muovono le scelte dell’attuale classe dominante. Poco importano i bisogni e gli interessi delle masse popolari e dei territori in cui esse vivono. La priorità è unicamente la prosecuzione, sul fronte esterno, di ciò che continua a garantire la valorizzazione dei capitali, in particolare quelli legati al complesso militare-industriale, che oggi offrono i maggiori margini di profitto.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a chi – da Napoli alla Toscana, all’Emilia – in queste ore, in queste settimane, si trova, ancora una volta, a resistere davanti a disastri ambientali annunciati.
🔎 In questa fase di profonda crisi del capitalismo, la necessità della guerra rappresenta la direttrice su cui si muovono le scelte dell’attuale classe dominante. Poco importano i bisogni e gli interessi delle masse popolari e dei territori in cui esse vivono. La priorità è unicamente la prosecuzione, sul fronte esterno, di ciò che continua a garantire la valorizzazione dei capitali, in particolare quelli legati al complesso militare-industriale, che oggi offrono i maggiori margini di profitto.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
È con questo paradigma che crediamo vadano ricercate le responsabilità politiche dei disastri ambientali che si susseguono nel nostro territorio, dal Nord al Sud.
Questi eventi sono il risultato del progressivo dirottamento dei finanziamenti pubblici, destinati agli interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori, verso soggetti privati, il cui unico interesse è il profitto a tutti i costi.
“Socializzare le perdite e privatizzare i profitti” è, infatti, il mantra su cui, ormai da anni, i vari governi basano la legge di bilancio. È il caso degli enormi finanziamenti pubblici per la realizzazione delle grandi opere, dall’impatto ambientale altissimo, come il TAV o il ponte sullo Stretto, che, seppur lontane dai reali bisogni delle masse popolari, garantiscono profitti per i soliti noti.
Allo stesso modo, la svolta green – che si è già ampiamente dimostrata tutt’altro che una soluzione ai problemi ambientali – rappresenta una strategia per rilanciare l’egemonia occidentale attraverso una tecnologia funzionale all’implementazione di un nuovo modello di accumulazione e valorizzazione del capitale.
Oggi la destinazione di 800 miliardi per il riarmo europeo chiarisce nitidamente quali siano le priorità dell’attuale classe dominante.
🔎 Le esondazioni in provincia di Firenze hanno messo in evidenza, ancora una volta, l’incapacità di intervenire in modo efficace sulla manutenzione delle infrastrutture idriche e sulla gestione del territorio; così come il bradisismo nell’area flegrea di Napoli ha evidenziato la vulnerabilità del territorio e l’incapacità delle istituzioni di prevenire i disastri. È sempre più evidente che lo Stato e le istituzioni non hanno alcun interesse nella vera messa in sicurezza dei territori: dai luoghi di lavoro, dove ogni giorno si contano morti, fino agli edifici che non rispettano le normative antisismiche e alle infrastrutture idriche inadeguate a contenere le forti piogge degli ultimi anni.
🚩 Davanti a tutto ciò, ancora una volta, l’unica risposta possibile è offerta dalle mobilitazioni delle masse popolari, nella loro capacità di organizzarsi per sopravvivere: come a Napoli, con l’occupazione del municipio e dell’ex base Nato antisismica da parte dei residenti dell’area flegrea per l’emergenza bradisismo; così come con la formazione delle brigate popolari di solidarietà che, in tutta Italia, si attivano ogni volta che si verifica un’esondazione o un terremoto.
Ma è proprio davanti alla capacità delle masse di organizzarsi e lottare che lo Stato risponde gestendo le contraddizioni sociali in chiave sempre più repressiva e autoritaria, colpendo chi lotta, poiché nessuno deve dettare un’agenda politica differente e nulla deve incrinare la pacificazione interna.
Intanto le masse popolari continuano a contare i morti.
Questi eventi sono il risultato del progressivo dirottamento dei finanziamenti pubblici, destinati agli interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori, verso soggetti privati, il cui unico interesse è il profitto a tutti i costi.
“Socializzare le perdite e privatizzare i profitti” è, infatti, il mantra su cui, ormai da anni, i vari governi basano la legge di bilancio. È il caso degli enormi finanziamenti pubblici per la realizzazione delle grandi opere, dall’impatto ambientale altissimo, come il TAV o il ponte sullo Stretto, che, seppur lontane dai reali bisogni delle masse popolari, garantiscono profitti per i soliti noti.
Allo stesso modo, la svolta green – che si è già ampiamente dimostrata tutt’altro che una soluzione ai problemi ambientali – rappresenta una strategia per rilanciare l’egemonia occidentale attraverso una tecnologia funzionale all’implementazione di un nuovo modello di accumulazione e valorizzazione del capitale.
Oggi la destinazione di 800 miliardi per il riarmo europeo chiarisce nitidamente quali siano le priorità dell’attuale classe dominante.
🔎 Le esondazioni in provincia di Firenze hanno messo in evidenza, ancora una volta, l’incapacità di intervenire in modo efficace sulla manutenzione delle infrastrutture idriche e sulla gestione del territorio; così come il bradisismo nell’area flegrea di Napoli ha evidenziato la vulnerabilità del territorio e l’incapacità delle istituzioni di prevenire i disastri. È sempre più evidente che lo Stato e le istituzioni non hanno alcun interesse nella vera messa in sicurezza dei territori: dai luoghi di lavoro, dove ogni giorno si contano morti, fino agli edifici che non rispettano le normative antisismiche e alle infrastrutture idriche inadeguate a contenere le forti piogge degli ultimi anni.
🚩 Davanti a tutto ciò, ancora una volta, l’unica risposta possibile è offerta dalle mobilitazioni delle masse popolari, nella loro capacità di organizzarsi per sopravvivere: come a Napoli, con l’occupazione del municipio e dell’ex base Nato antisismica da parte dei residenti dell’area flegrea per l’emergenza bradisismo; così come con la formazione delle brigate popolari di solidarietà che, in tutta Italia, si attivano ogni volta che si verifica un’esondazione o un terremoto.
Ma è proprio davanti alla capacità delle masse di organizzarsi e lottare che lo Stato risponde gestendo le contraddizioni sociali in chiave sempre più repressiva e autoritaria, colpendo chi lotta, poiché nessuno deve dettare un’agenda politica differente e nulla deve incrinare la pacificazione interna.
Intanto le masse popolari continuano a contare i morti.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
È la guerra di classe che ci viene imposta dall’alto: con i licenziamenti di massa e lo smantellamento del tessuto produttivo, con la svendita del nostro patrimonio pubblico, con la speculazione edilizia, con la politica della sicurezza e della paura usata per rafforzare la militarizzazione del territorio e colpire chiunque osi alzare la testa—ma non per la messa in sicurezza dei posti di lavoro e dei territori.
È solo nella capacità di organizzarsi al di fuori dello Stato borghese e delle sue inutili istituzioni—come a Napoli, a Campi Bisenzio, in Emilia, in Abruzzo—che le masse possono imporre e tutelare i propri bisogni e interessi di classe.
🚩 Solo distruggendo il capitalismo e strappando il potere politico alla borghesia imperialista possiamo invertire questa tendenza di morte, distruzione e sfruttamento. Se le scelte politiche che caratterizzano la fase attuale sono determinate dalla classe dominante, allora “resistere oggi per vincere domani” non è vuota retorica, ma una prospettiva rivoluzionaria. Dobbiamo tornare a porci non solo i problemi di carattere immediato, ma soprattutto quelli di carattere strategico: strappare il potere dalle mani della borghesia imperialista.
Non ci potrà essere una reale tutela dell’ambiente finché non metteremo fine al modo di produzione capitalistico.
SOLO LA RIVOLUZIONE PUÒ FERMARE GUERRA E DEVASTAZIONE AMBIENTALE!
Antitesi – Organizzazione comunista
È solo nella capacità di organizzarsi al di fuori dello Stato borghese e delle sue inutili istituzioni—come a Napoli, a Campi Bisenzio, in Emilia, in Abruzzo—che le masse possono imporre e tutelare i propri bisogni e interessi di classe.
🚩 Solo distruggendo il capitalismo e strappando il potere politico alla borghesia imperialista possiamo invertire questa tendenza di morte, distruzione e sfruttamento. Se le scelte politiche che caratterizzano la fase attuale sono determinate dalla classe dominante, allora “resistere oggi per vincere domani” non è vuota retorica, ma una prospettiva rivoluzionaria. Dobbiamo tornare a porci non solo i problemi di carattere immediato, ma soprattutto quelli di carattere strategico: strappare il potere dalle mani della borghesia imperialista.
Non ci potrà essere una reale tutela dell’ambiente finché non metteremo fine al modo di produzione capitalistico.
SOLO LA RIVOLUZIONE PUÒ FERMARE GUERRA E DEVASTAZIONE AMBIENTALE!
Antitesi – Organizzazione comunista
La motivazione identificherebbe i compagni colpiti come un presunto nucleo di "provocatori" anarchici promotori del corteo non autorizzato che dal presidio ha attraversato le strade del centro.
🔻Mentre in Palestina continua il massacro con la ripresa dei bombardamenti su Gaza che hanno ucciso in una sola notte centinaia di civili e rotto unilateralmente la tregua, chi a casa nostra scende in piazza per denunciare il massacro in corso subisce la repressione.
UN GRAVE ATTO REPRESSIOVO CHE SIMBOLEGGIA L'IMPORTANTE CAMBIO DI PASSO IN CORSO NEL NOSTRO PAESE.
🔴Se i venti di guerra soffiano sempre più forti sul fronte esterno, la repressione avanza sul fronte interno.
Il tentativo è chiaro: intimidire chi non si disciplina alla "pace sociale" che ci vogliono imporre e dividere il fronte di lotta in buoni e cattivi.
A questi tentativi dobbiamo rispondere rilanciando unità e determinazione. NON FAREMO UN PASSO INDIETRO!
🔻SEMPRE AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO: PALESTINA LIBERA! 🇵🇸
🚩CONTRO STATO DI GUERRA E REPRESSIONE
RESISTERE PER VINCERE!🚩✊
🔻Mentre in Palestina continua il massacro con la ripresa dei bombardamenti su Gaza che hanno ucciso in una sola notte centinaia di civili e rotto unilateralmente la tregua, chi a casa nostra scende in piazza per denunciare il massacro in corso subisce la repressione.
UN GRAVE ATTO REPRESSIOVO CHE SIMBOLEGGIA L'IMPORTANTE CAMBIO DI PASSO IN CORSO NEL NOSTRO PAESE.
🔴Se i venti di guerra soffiano sempre più forti sul fronte esterno, la repressione avanza sul fronte interno.
Il tentativo è chiaro: intimidire chi non si disciplina alla "pace sociale" che ci vogliono imporre e dividere il fronte di lotta in buoni e cattivi.
A questi tentativi dobbiamo rispondere rilanciando unità e determinazione. NON FAREMO UN PASSO INDIETRO!
🔻SEMPRE AL FIANCO DEI POPOLI CHE RESISTONO: PALESTINA LIBERA! 🇵🇸
🚩CONTRO STATO DI GUERRA E REPRESSIONE
RESISTERE PER VINCERE!🚩✊
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
La resistenza non si piegherà: con la Palestina fino alla vittoria!
🔻L’entità sionista ha infranto la tregua con il fragore della distruzione, promettendo rovina e cenere su Gaza, giurando annientamento se la Resistenza oserà ancora esistere.
Ma il loro obiettivo non è solo la guerra: è la pace dei cimiteri.
Hanno stracciato l’accordo di cessate il fuoco per attuare il loro disegno più feroce: deportare, sfollare, spezzare il legame tra il popolo palestinese e la sua terra. Vogliono fare di Gaza un deserto invivibile, una prigione senz’aria, lasciando ai palestinesi due sole scelte: la morte o l’esilio.
🔻L’entità sionista ha infranto la tregua con il fragore della distruzione, promettendo rovina e cenere su Gaza, giurando annientamento se la Resistenza oserà ancora esistere.
Ma il loro obiettivo non è solo la guerra: è la pace dei cimiteri.
Hanno stracciato l’accordo di cessate il fuoco per attuare il loro disegno più feroce: deportare, sfollare, spezzare il legame tra il popolo palestinese e la sua terra. Vogliono fare di Gaza un deserto invivibile, una prigione senz’aria, lasciando ai palestinesi due sole scelte: la morte o l’esilio.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🚩 Ma il popolo palestinese, con la sua Resistenza, ha già parlato da tempo: non se ne andrà.
Non si inginocchierà, non si arrenderà. Continuerà a lottare con fermezza, dimostrando al mondo intero, ancora una volta, che il nemico sionista, non sarà in grado di raggiungere i suoi obiettivi.
Ed è per questo che più il nostro nemico si sente minacciato, più si fa feroce.
Ma non è solo Israele: è l’intero sistema imperialista occidentale che arma questa aggressione, da Washington all’Italia, complice di questo massacro.
🔻 La lotta per la Palestina non è separata dalla lotta globale contro l’imperialismo. Siamo al fianco del popolo palestinese, perché combattere il sionismo, significa combattere l’imperialismo, specialmente quello di casa nostra.
Ci stringiamo al fianco di tutti i popoli sotto attacco da parte dell’entità sionista, al fianco della Resistenza in Palestina, in Yemen, in Libano e in tutto il Medio Oriente.
Combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo!
Ci vediamo in piazza nelle diverse città e alla mobilitazione nazionale del 12 aprile a Milano!
Resistere per Vincere!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-non-si-pieghera-con-la-palestina-fino-alla-vittoria/
Non si inginocchierà, non si arrenderà. Continuerà a lottare con fermezza, dimostrando al mondo intero, ancora una volta, che il nemico sionista, non sarà in grado di raggiungere i suoi obiettivi.
Ed è per questo che più il nostro nemico si sente minacciato, più si fa feroce.
Ma non è solo Israele: è l’intero sistema imperialista occidentale che arma questa aggressione, da Washington all’Italia, complice di questo massacro.
🔻 La lotta per la Palestina non è separata dalla lotta globale contro l’imperialismo. Siamo al fianco del popolo palestinese, perché combattere il sionismo, significa combattere l’imperialismo, specialmente quello di casa nostra.
Ci stringiamo al fianco di tutti i popoli sotto attacco da parte dell’entità sionista, al fianco della Resistenza in Palestina, in Yemen, in Libano e in tutto il Medio Oriente.
Combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo!
Ci vediamo in piazza nelle diverse città e alla mobilitazione nazionale del 12 aprile a Milano!
Resistere per Vincere!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-non-si-pieghera-con-la-palestina-fino-alla-vittoria/
Forwarded from RadiAzione
⚡L'ASSALTO AL CIELO - Una serie di podcast sulle lotte Rivoluzionarie degli anni '70
📻 Ep.2 - ANNI '70: TRA RIVOLUZIONE E REAZIONE
👉 Ascolta il podcast: https://radiazione.org/podcast/pedro-vive-nella-prospettiva-rivoluzionaria-1985-2025/
📻 Ep.2 - ANNI '70: TRA RIVOLUZIONE E REAZIONE
👉 Ascolta il podcast: https://radiazione.org/podcast/pedro-vive-nella-prospettiva-rivoluzionaria-1985-2025/
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
CONQUISTARSI IL CONTRATTO! RESISTERE ALLO STATO DI GUERRA!
🔥 venerdì 28 marzo: SCIOPERO DEI METALMECCANICI, MOBILITIAMOCI!
🚩 Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è cruciale per tutti i lavoratori del paese: ad oggi il tavolo è chiuso e non c’è alcuna contrattazione. Il fatto di non voler discutere la piattaforma votata dai lavoratori e dalle lavoratrici palesa il gioco a cui stanno giocando e che questa partita ha un peso enorme.
La controproposta di Confindustria prevede solo aumenti legati parzialmente all’inflazione e attacca moltissimi istituti del contratto nazionale: dagli scatti di anzianità, all’elemento perequativo legato alla produttività, fino alla gestione dei permessi personali.
Tutti diritti conquistati dai lavoratori e dalle lavoratrici e che oggi vengono messi in discussione.
L’obiettivo è chiaro: ridurre ancora il costo del lavoro, attaccando i diritti e indebolendo il contratto, o addirittura tentando di disfarsene.
🔥 venerdì 28 marzo: SCIOPERO DEI METALMECCANICI, MOBILITIAMOCI!
🚩 Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è cruciale per tutti i lavoratori del paese: ad oggi il tavolo è chiuso e non c’è alcuna contrattazione. Il fatto di non voler discutere la piattaforma votata dai lavoratori e dalle lavoratrici palesa il gioco a cui stanno giocando e che questa partita ha un peso enorme.
La controproposta di Confindustria prevede solo aumenti legati parzialmente all’inflazione e attacca moltissimi istituti del contratto nazionale: dagli scatti di anzianità, all’elemento perequativo legato alla produttività, fino alla gestione dei permessi personali.
Tutti diritti conquistati dai lavoratori e dalle lavoratrici e che oggi vengono messi in discussione.
L’obiettivo è chiaro: ridurre ancora il costo del lavoro, attaccando i diritti e indebolendo il contratto, o addirittura tentando di disfarsene.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
Confindustria non convoca il tavolo dopo mesi di scioperi e mobilitazioni perché vuole capire quanto gli operai e le operaie siano disposti a lottare per il contratto, vuole vedere quanto siano determinati a resistere.
I padroni sono consapevoli che, se sfondano sui metalmeccanici, a cascata sfondano su tutti gli altri settori.
Fanno affidamento sulla cassa integrazione, sulla crisi e sulla difficoltà dei lavoratori a prendere parte attiva alla lotta. Pensano che prima o poi i lavoratori si stancheranno e saranno disposti a fermarsi.
🚩 Non ci sono mezzi termini: o si mettono in campo rapporti di forza incisivi, dentro e fuori le aziende, oppure vincerà la controparte. O le lotte iniziano a diventare un problema di ordine pubblico oppure i padroni continueranno a stare a guardarci.
Il rinnovo di questo contratto nazionale dei metalmeccanici avviene in una fase particolare: i padroni e il governo si mettono l’elmetto e vogliono portarci alla guerra. I soldi pubblici vengono dirottati verso le armi e le aziende in crisi vengono riconvertite al settore bellico, come la Berco, la Faber e, domani, Stellantis.
🔎 La lotta per il rinnovo del contratto è importante anche nella lotta contro la tendenza alla guerra.
Padroni e governo vogliono vedere se la classe operaia è disposta a cedere, ad arretrare sui diritti e ad essere sottomessa al futuro che stanno preparando, fatto di guerra, repressione, tagli e miseria. La guerra, per la nostra classe, è un disastro umano ed economico; per loro, è un modo come un altro per fare profitti ed eliminare i propri concorrenti sul mercato. Proporranno nuovi “patti per la fabbrica”, cercheranno di comprare i lavoratori e le lavoratrici con la propaganda del “destino comune” e giustificheranno ogni arretramento sulle nostre conquiste in nome della guerra.
Per questo motivo bisogna accettare la sfida. Bisogna lavorare per acquisire forza e portare a casa questo contratto. Solo così i padroni capiranno che non solo la fabbrica, ma anche le loro scelte politiche devono fare i conti con i lavoratori e le lavoratrici.
🚩 Lottare per la conquista del contratto nazionale significa oggi resistere contro la tendenza alla guerra e lo Stato di guerra!
🚩 È necessario prendere coscienza della forza della classe operaia e scendere in campo contro questo sistema che ci conduce alla barbarie!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 sito web: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/conquistarsi-il-contratto-resistere-allo-stato-di-guerra/
👉 pagina Ig: https://www.instagram.com/p/DHjEUyOtr-E/?igsh=MWQ4Ynhpa3BvZGltOA==
I padroni sono consapevoli che, se sfondano sui metalmeccanici, a cascata sfondano su tutti gli altri settori.
Fanno affidamento sulla cassa integrazione, sulla crisi e sulla difficoltà dei lavoratori a prendere parte attiva alla lotta. Pensano che prima o poi i lavoratori si stancheranno e saranno disposti a fermarsi.
🚩 Non ci sono mezzi termini: o si mettono in campo rapporti di forza incisivi, dentro e fuori le aziende, oppure vincerà la controparte. O le lotte iniziano a diventare un problema di ordine pubblico oppure i padroni continueranno a stare a guardarci.
Il rinnovo di questo contratto nazionale dei metalmeccanici avviene in una fase particolare: i padroni e il governo si mettono l’elmetto e vogliono portarci alla guerra. I soldi pubblici vengono dirottati verso le armi e le aziende in crisi vengono riconvertite al settore bellico, come la Berco, la Faber e, domani, Stellantis.
🔎 La lotta per il rinnovo del contratto è importante anche nella lotta contro la tendenza alla guerra.
Padroni e governo vogliono vedere se la classe operaia è disposta a cedere, ad arretrare sui diritti e ad essere sottomessa al futuro che stanno preparando, fatto di guerra, repressione, tagli e miseria. La guerra, per la nostra classe, è un disastro umano ed economico; per loro, è un modo come un altro per fare profitti ed eliminare i propri concorrenti sul mercato. Proporranno nuovi “patti per la fabbrica”, cercheranno di comprare i lavoratori e le lavoratrici con la propaganda del “destino comune” e giustificheranno ogni arretramento sulle nostre conquiste in nome della guerra.
Per questo motivo bisogna accettare la sfida. Bisogna lavorare per acquisire forza e portare a casa questo contratto. Solo così i padroni capiranno che non solo la fabbrica, ma anche le loro scelte politiche devono fare i conti con i lavoratori e le lavoratrici.
🚩 Lottare per la conquista del contratto nazionale significa oggi resistere contro la tendenza alla guerra e lo Stato di guerra!
🚩 È necessario prendere coscienza della forza della classe operaia e scendere in campo contro questo sistema che ci conduce alla barbarie!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 sito web: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/conquistarsi-il-contratto-resistere-allo-stato-di-guerra/
👉 pagina Ig: https://www.instagram.com/p/DHjEUyOtr-E/?igsh=MWQ4Ynhpa3BvZGltOA==
📆 Sabato 5 aprile
🕑 18:30
📍Cinema Piccolo Teatro
Via Asolo 2, Padova
🔻Per non lasciar cadere nell'oblio la memoria e le lotte rivoluzionarie degli anni '70, presentiamo il docu-film basato sulla storia di Pasquale Abatangelo, fondatore dei NAP e membro delle BR. Il documentario mostra come in quegli anni, in Italia, ci fu un vero e proprio stato di guerra tra stragi di stato, tribunali speciali e tortura legalizzata. La storia di Pasquale, come quella di molti e di molte, è una storia che ci parla di Rivoluzione e di speranza, una storia di carcere e di lotta. Attraverso il suo vissuto, possiamo scorgere le crepe del capitalismo e la forza della classe proletaria e delle sue avanguardie, sempre pronte a sostenere la parte giusta della storia, contro la classe borghese e lo stato, contro l'imperialismo.
🔻Questo evento si inserisce nella campagna che come @Antitesi_organizzazione comunista abbiamo lanciato proprio per ricordare ed imparare dalle lotte degli "anni di piombo". Nel solco dei numerosi compagni e compagne assassinate dallo stato come Pietro Maria Walter Greco, detto Pedro, la cui esecuzione avvenne il 9 marzo 1985.
🕑 18:30
📍Cinema Piccolo Teatro
Via Asolo 2, Padova
🔻Per non lasciar cadere nell'oblio la memoria e le lotte rivoluzionarie degli anni '70, presentiamo il docu-film basato sulla storia di Pasquale Abatangelo, fondatore dei NAP e membro delle BR. Il documentario mostra come in quegli anni, in Italia, ci fu un vero e proprio stato di guerra tra stragi di stato, tribunali speciali e tortura legalizzata. La storia di Pasquale, come quella di molti e di molte, è una storia che ci parla di Rivoluzione e di speranza, una storia di carcere e di lotta. Attraverso il suo vissuto, possiamo scorgere le crepe del capitalismo e la forza della classe proletaria e delle sue avanguardie, sempre pronte a sostenere la parte giusta della storia, contro la classe borghese e lo stato, contro l'imperialismo.
🔻Questo evento si inserisce nella campagna che come @Antitesi_organizzazione comunista abbiamo lanciato proprio per ricordare ed imparare dalle lotte degli "anni di piombo". Nel solco dei numerosi compagni e compagne assassinate dallo stato come Pietro Maria Walter Greco, detto Pedro, la cui esecuzione avvenne il 9 marzo 1985.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 LA RESISTENZA NON SI PIEGHERÀ
12 aprile tutti in piazza: con la Palestina fino alla vittoria!
L’entità sionista ha infranto la tregua con il fragore della distruzione, promettendo rovina e cenere su Gaza, giurando annientamento se la Resistenza oserà ancora esistere. Il loro obiettivo non è solo la guerra: è la pace dei cimiteri, necessità del progetto coloniale sionista per continuare ad esistere.
Hanno stracciato l’accordo di cessate il fuoco per attuare il loro disegno più feroce: deportare, sfollare, spezzare il legame tra il popolo palestinese e la sua terra. Vogliono fare di Gaza un deserto invivibile, una prigione senz’aria, lasciando ai palestinesi due sole scelte: la morte o l’esilio.
12 aprile tutti in piazza: con la Palestina fino alla vittoria!
L’entità sionista ha infranto la tregua con il fragore della distruzione, promettendo rovina e cenere su Gaza, giurando annientamento se la Resistenza oserà ancora esistere. Il loro obiettivo non è solo la guerra: è la pace dei cimiteri, necessità del progetto coloniale sionista per continuare ad esistere.
Hanno stracciato l’accordo di cessate il fuoco per attuare il loro disegno più feroce: deportare, sfollare, spezzare il legame tra il popolo palestinese e la sua terra. Vogliono fare di Gaza un deserto invivibile, una prigione senz’aria, lasciando ai palestinesi due sole scelte: la morte o l’esilio.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🚩 Ma il popolo palestinese, con la sua Resistenza, ha già parlato da tempo: non se ne andrà, non si inginocchierà, non si arrenderà. Continuerà a lottare con fermezza, dimostrando al mondo intero, ancora una volta, che il nemico sionista non sarà in grado di raggiungere i suoi obiettivi.
Per questo il nemico si sente minacciato e attacca ancora più ferocemente. Non è solo Israele: l’intero sistema imperialista occidentale è complice di questo massacro.
Trai principali complici anche l’Italia che svolge un ruolo fondamentale di supporto economico e militare all’entità sionista. Spinta dai venti della terza guerra mondiale, la classe dominante italiana si riarma, si prepara allo scontro e solidifica il proprio legame vitale con l’imperialismo occidentale a guida Usa. Il tutto con i nostri soldi e a scapito della spesa sociale.
Ma i padroni temono le masse e quindi affilano le lame anche sul fronte interno, puntando ad una pacificazione forzata, dai quartieri alle scuole fino ai posti di lavoro. Proprio l’incombenza della guerra, con il conseguente peggioramento delle condizioni di vita delle masse, pone la necessità di aumentare la repressione e sviluppare politiche antiproletarie, come il disegno di legge 1660 e l’ampliamento delle zone rosse in varie città italiane.
🚩 È quindi necessario per noi lottare qui contro la guerra e contro le sue ricadute di classe, avendo chiaro che combattere il nostro imperialismo significa combattere anche i suoi alleati.
E lottiamo al fianco del popolo palestinese e di tutti i popoli che subiscono la barbarie sionista, perché combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo, primo fra tutti quello di casa nostra. La lotta per la Palestina è parte fondamentale dalla lotta globale contro l’imperialismo e la sua oppressione.
🚩 Il 12 aprile saremo in piazza a Milano per rivendicare il ruolo della Resistenza, per lottare contro il nostro imperialismo e per ribadire a gran voce che anche a casa nostra bisogna resistere per vincere.
Oggi resistere significa opporsi con qualunque mezzo all’aggravarsi della guerra interna.
Resistere oggi significa lottare contro l’avanzare della guerra imperialista in ogni campo.
Combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo!
Il nemico è in casa nostra!
Resistere per Vincere!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-non-si-pieghera/
Per questo il nemico si sente minacciato e attacca ancora più ferocemente. Non è solo Israele: l’intero sistema imperialista occidentale è complice di questo massacro.
Trai principali complici anche l’Italia che svolge un ruolo fondamentale di supporto economico e militare all’entità sionista. Spinta dai venti della terza guerra mondiale, la classe dominante italiana si riarma, si prepara allo scontro e solidifica il proprio legame vitale con l’imperialismo occidentale a guida Usa. Il tutto con i nostri soldi e a scapito della spesa sociale.
Ma i padroni temono le masse e quindi affilano le lame anche sul fronte interno, puntando ad una pacificazione forzata, dai quartieri alle scuole fino ai posti di lavoro. Proprio l’incombenza della guerra, con il conseguente peggioramento delle condizioni di vita delle masse, pone la necessità di aumentare la repressione e sviluppare politiche antiproletarie, come il disegno di legge 1660 e l’ampliamento delle zone rosse in varie città italiane.
🚩 È quindi necessario per noi lottare qui contro la guerra e contro le sue ricadute di classe, avendo chiaro che combattere il nostro imperialismo significa combattere anche i suoi alleati.
E lottiamo al fianco del popolo palestinese e di tutti i popoli che subiscono la barbarie sionista, perché combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo, primo fra tutti quello di casa nostra. La lotta per la Palestina è parte fondamentale dalla lotta globale contro l’imperialismo e la sua oppressione.
🚩 Il 12 aprile saremo in piazza a Milano per rivendicare il ruolo della Resistenza, per lottare contro il nostro imperialismo e per ribadire a gran voce che anche a casa nostra bisogna resistere per vincere.
Oggi resistere significa opporsi con qualunque mezzo all’aggravarsi della guerra interna.
Resistere oggi significa lottare contro l’avanzare della guerra imperialista in ogni campo.
Combattere il sionismo significa combattere l’imperialismo!
Il nemico è in casa nostra!
Resistere per Vincere!
Antitesi – Organizzazione comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-non-si-pieghera/